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Glossario afro-brasiliano

 

Glossario afro-brasiliano           
Abarà: purea di fagioli molto pepata condita con olio di dendê e avvolta in foglie di banano. 
Abebè: ornamento caratteristico della dea Oxum usato come ventaglio dalle sue "figlie" durante le danze cerimoniali dei culti afro-brasiliani.

Acarajè: piatto tipico della cucina afro-brasiliana fatto con una pastella di farina di fagioli e cipolle fritta nell'olio di dendê; dopo la frittura, la pastella si può insaporire col peperoncino e accompagnare col caruru o con l'insalata.
L'Acarajè è esposto e venduto sulle caratteristiche bancarelle chiamate tabuleiros da baianas da donne vestite nell'abito tradizionale (bianco); si usa prepararlo e mangiarlo sul posto. Deriva dall'unione delle parole africane "àkàrà" (palla di fuoco) e "jè" (mangiare).

Acaçà: polenta di farina di granturco o di riso, bibita di riso o di granturco fermentato; per estensione: refrigerio, profumo, cosa inebriante.
Adjà: campanello rituale.
Afoxé: gruppo di danzatori di Candomblè.
Agò: è il bastone di Exù; ha il potere di farlo spostare istantaneamente da un luogo a un altro.
Agogô: strumento metallofono composto da uno o due campanacci metallici che si suona con una bacchetta. È usato nel Candomblé.
Atabaques: tamburi rituali africani di diversa grandezza usati durante le cerimonie religiose afro brasiliane. 
Axè: saluto religioso usato nell’Umbanda e nel Candomblè; esprime energia positiva.
Babalaô ("padre del segreto"): stregone della linea Ifà del Candomblè, è il sacerdote indovino che ha l'incarico di raccogliere le piante rituali nella foresta;
durante le celebrazioni siede accanto alla Madre di Santo (Iyalorixà).
                                                
Babalorixà ("padre dell'orixà"): è il sacerdote preposto alla celebrazione del Candomblè.                                      
Bori (opp.: Obori): cerimonia che consiste nel "dar da mangiare alla testa"; comporta il sacrificio di un animale.
Batida: battuta, percossa; battuta di caccia; esplorazione; rimprovero. Nel nord del Brasile: orma, indizio, traccia; nel sud: lotta di galli.
Caboclo: meticcio indio-portoghese.
Candomblè ("danza di neri"): è la principale tra le feste religiose della popolazione nera del Brasile.
Capoeira: arte marziale brasiliana caratterizzata da movenze di danza; si pratica con un accompagnamento strumentale ritmico.
Carioca: è una parola degli indios Tamois che significa "la casa dei bianchi". Furono i Tamois - che abitavano da secoli il tratto di costa su cui, nel 1500 sbarcarono i portoghesi (la baia di Guanabara) - a chiamare così l'insediamento dei colonizzatori. Quando Rio de Janeiro fu fondata, il 1o marzo del 1565, la parola "carioca" passò poi ad indicare i suoi abitanti ed il loro modo di vivere - "o jeito carioca" - così ricco di allegria ed ottimismo.                                     La Baia di Guanabara
Caruru: nome di varie piante erbacee alcune delle quali usate in culinaria. Si chiama caruru anche la pietanza con esse preparata.
Dendê: palma brasiliana originaria della Guinea (Elaeis Guineensis) e il suo frutto (da cui si estrae un olio usato come condimento).
Dobalé: saluto delle "Figlie di Santo" possedute da un orixà femminile; consiste nello stendersi a terra rimanendo appoggiate sulle anche e sugli avambracci.
Ebò: offerta rituale al dio; la parola è d'origine yorubà. Ogni Orixà è onorato con un ebò diverso (frutta, bevande, alimenti) che "vibra" in funzione della natura della divinità. Il concetto di ebò è legato a quello di axè.
Ebômin (Êbomin?): è il nome dato alla "Figlia di Santo" dopo un'iniziazione di oltre sette anni; quella di ebômin è la seconda figura della gerarchia sacerdotale del candomblè.
Efò: pietanza di gamberetti con verdure.
Efum: disegno fatto con gesso diluito sulla testa o sul corpo degli iniziati.
Eguns: i morti.
Ekede: accolita di una "Figlia di Santo"  incaricata di assistere l'Ebômin durante la trance.
Exê-ê-babà!: saluto di Candomblé rivolto ad Oxalà.
Eparrei!: saluto rivolto durante il Candomblè alla dea Oyà - Yansã.
Filha de Santo (o Ebômin): iniziata al culto di un orixà con una pratica di oltre sette anni; è membro della confraternita religiosa africana.
Filhos de Gandhi: gruppo carnevalesco di danzatori fondato dagli stivatori portuali di Salvador nel 1949; è il più grande e famoso di Bahia, composto essenzialmente di uomini e ispirato ai principi pacifisti di Gandhi.
I Filhos de Gandhi si vestono di bianco alla maniera indiana.
Grunci (o Gurunsi): etnia africana.
Hauçà: ?
Iao (Yao): nome dell'iniziato al culto di un orixà.
Iawô: è il nome che designa la "Figlia di Santo" durante i suoi primi sette anni d'iniziazione.
Ifà (Ifa): orixà semidio, spirito della divinazione, oracolo portavoce degli dei e degli spiriti del mondo; è venerato con un vero e proprio culto. Dà il nome ad una tecnica di divinazione originaria dell'Africa occidentale.
Ijexà: etnia africana.
Ika: saluto che si tributa agli orixà maschili che consiste nel gettarsi in terra a ventre piatto.
Iyalorixà: "Madre di Santo", sacerdotessa preposta alla celebrazione del candomblè.
Janga: barca a remi. 
Jangada: zattera.
Jeito: attitudine, disposizione, propensione (esempio: "ter jeito para a poesia" = "aver attitudine alla poesia") ma anche: modo, abitudine, difetto. 
Jeje: etnia africana.

Kardecismo: (detto anche "spiritismo" o "dottrina spiritica") è una disciplina nata a metà dell'Ottocento che professa l'esistenza, le manifestazioni e gli insegnamenti dello spirito dei defunti e ne studia la natura, l'origine e il destino in relazione al mondo materiale. Si chiama kardecismo dal nome del suo fondatore Allan Kardec, pseudonimo di Hippolyte Leon Denizard Rivail (Lyon 1806-Paris 1869) educatore, scrittore e traduttore francese; col tempo si è evoluto in vera e propria religione mistica, condannata dalla Chiesa Cattolica.

                                            Allan Kardec
Manioca: arbusto brasiliano delle Euforbiali con radici rigonfie a tubero ricchissime di amido da cui si estrae la Tapioca.
Moqueca: pietanza di pesce o di frutti di mare condita con cocco, pepe e olio di palma.
Nagô: etnia africana.
Obà: moglie di Xangô; è detto Obà il devoto che, oltre al proprio orixà, nutra una devozione speciale a Xangô.
Ogan: membro civile della società del Candomblè incaricato di vari atti ufficiali.
Orixà: nome generico delle divinità intermediarie tra Olorun, il dio supremo, ed i mortali.
Paxorô: strumento caratteristico di Oxalà; è un bastone bianco di metallo, sormontato da un uccello. n
Santo Bruto: trance violenta, incontrollata, precedente all'iniziazione.
Senzala: si chiamava così, in epoca coloniale, il quartiere degli schiavi.
Tapioca: fecola alimentare fornita dalle radici tuberose della manioca.
Terreiro: luogo sacro adibito alla celebrazione del candomblè.
Umbanda: è una religione afrobrasiliana che sovrappone elementi del cattolicesimo e dello spiritismo kardecista ai riti africani ed amerindii.
Vatapà: specie di polenta preparata con farina di manioca e condita con olio di palma e pepe. Si accompagna con carne e pesce.
Xinxim: pietanza di carne di gallina con gamberetti secchi variamente condita.