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REPORTER   MUSICA      14 Marzo 1985 
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Facciamo quattro chiacchiere col chitarrista Stefano Russo

"Col Samba mi diverto!"

                        

di GABRIELE CINI
Il Piccadilly, già tempio della New Wave partenopea, "apre" ad un genere musicale che nella nostra città non gode certo di ampi spazi: la musica brasiliana.  L'11 maggio, infatti, si esibirà nel noto locale un gruppo di giovani musicisti napoletani dediti al Samba. Leader di questa formazione è Stefano Russo, 24 anni, cantante, chitarrista e compositore. Ecco come questo sambista emergente ha risposto alle domande di Reporter.

Cominciamo con la formula di rito: "Come ti sei avvicinato alla musica brasiliana?" 
"In maniera assolutamente casuale.
E' successo parecchi anni fa a casa di amici, io a quell'epoca non mi occupavo ancora di musica. 
Qualcuno mise su il mitico disco di Stan Getz e João Gilberto, e alle prime note di Garôta de Ipanema mi sentii in preda ad un'emozione violenta come una scarica elettrica.
Da quel giorno il Samba è entrato nella mia vita".

E non accenna ad uscirne! Visto che oggi ti occupi di musica a tempo pieno, studi chitarra privatamente e stai addirittura cominciando ad affrontare da autodidatta armonia e composizione.Mi sembra di capire che la Bossa-Nova sia il tuo grande amore. "Segui anche le tendenze più moderne e attuali della musica brasiliana?"
"Non tanto. Il fatto è che, oltre ad amarla alla follia dal punto di vista musicale, io condivido profondamente lo spirito della Bossa-Nova.
Lo spessore umano di personaggi come Tom Jobim, Vinicius De Moraes, Edu Lobo, Baden Powell, non cessa mai di commuovermi.
Per me, come per loro, la musica è una grande esperienza di vita, di comunicazione, una categoria dell'anima che riassume tutti gli aspetti dell'esistenza.
Solo la musica mi permette di essere me stesso al cento per cento".

Stefano, fino a qualche anno fa, è stato uno dei pochissimi tuffatori a livello agonistico in Campania: la pratica sportiva gli ha lasciato in eredità, oltre ad un fisico scattante (beato lui!), una grande riflessività ed un'inflessibile determinazione, con in più una buona dose di sano entusiasmo. Lo si capisce appena gli si chiede di parlare del concerto al Piccadilly.
"Presenterò una formazione nuova di zecca, composta da musicisti dell'area jazzistica napoletana; Massimo Luise al contrabbasso, Lello Filaci, esecutore raffinatissimo di musica brasiliana, alla batteria, Peppe Sannino alle percussioni. Ci sarà anche Fiammetta Salvi, una giovanissima vocalista, anche lei napoletana. Eseguiremo in prevalenza "evergreens" della Bossa Nova, cercando naturalmente di non cadere nell'ovvio, ed anche qualche brano composto da me".

Passiamo ad un argomento meno entusiasmante: "Quali difficoltà deve affrontare chi vuole suonare musica brasiliana a Napoli?"
"Tutte le difficoltà che attendono chiunque scelga di proporre una musica che sfugga alle categorie del commerciale e del risaputo.
La mancanza di strutture ti costringe a fare affidamento solo sul tuo senso d'iniziativa.
Spesso l'unica possibilità che ti resta è suonare nei locali notturni, almeno in quelli i cui proprietari sono meno ottusi della media. 
Ma anche in questo campo c' è un sacco di problemi. Non sto a fare nomi, ma basti dire che il locale che più di tutti, qui a Napoli, dovrebbe avere a cuore la diffusione della musica e della cultura brasiliana, si limita a darne la solita immagine distorta per fini squisitamente mercantilistici".